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Orchidee


La famiglia delle orchidee comprende da 25.000 a 30.000 specie, a seconda degli autori,  suddivise in terrestri, epifite e litofite. Le forme variano moltissimo: da piccole piante alte pochi centimetri a orchidee alte qualche metro. I fiori minuscoli, enormi, coloratissimi, profumati o no, attirano da secoli la curiosità dell'uomo che ha fatto l'impossibile per procurarsi nuove specie, descriverle, collezionarle e ibridarle all’inverosimile.

 

 

UN PO' DI STORIA

Già al tempo dei Greci e dei Romani erano conosciute le specie europee, quali Orchis, Ophrys, Epipactis, etc. Con la scoperta dell' America si cominciano a descrivere specie nuovissime, nel 1713 venne importata in Europa la prima orchidea tropicale.

Nel 1800 vere e proprie “battute di caccia” vengono organizzate dai collezionisti o semplicemente dai nobili per cercare e prelevare nuove orchidee. Dal 1700 al 1800 vengono introdotte i generi Cypripedium, Cattleya, Dendrobium, Phalaenopsis, Vanda. Queste spedizioni, che costarono la vita a molti uomini, ebbero come risultato la scoperta di 10.000 nuove specie. In questa caccia alle orchidee molte andarono estinte e moltissime delle piante spedite via nave arrivavano in pessime condizioni. Non ancora compreso il metodo di riproduzione via seme, le piante venivano raccolte nelle foreste senza alcun ritegno. Questo faceva sì che i prezzi fossero esorbitanti, ma ciò non spaventava i ricchi e ostinati collezionisti e nobili.

Tutti ormai conoscono la storia del collezionista di William Cattley che ricevette un pacco dal brasile imballato, il quale era imballato con delle strane piante; incuriosito le mise in un vaso e tempo dopo fiorirono. Nel 1812 Lindley la catalogò come Cattleya labiata in suo onore.

 

TASSONOMIA

Per fare ordine tra le migliaia di specie in continua scoperta i tassonomi e gli studiosi hanno suddiviso le orchidee in Sottofamiglie, Generi, Tribù e Sottotribù, in base a somiglianze morfologiche e parentela genetica.

Le orchidee sono ibridabili sia all' interno del genere stesso (Laelia anceps x Laelia rupestris) che all' interno di generi diversi (Cattleya violacea x Laelia lucasiana), sempre rispettando ‘strette’ parentele determinate dalle suddivisioni tassonomiche di appartenenza

 

Facciamo un esempio pratico:

GENERE  Angraecum  (Bory 1804)   SPECIE: Sesquipedale (Thours 1822)

Sottofamiglia: Epidendroideae Tribù: Vandaeae  Sottotribù: Angraecinae

Il nome delle orchidee viene scritto in un derminato modo:

  • Il nome del genere viene scritto in corsivo con l’iniziale maiuscola

es:    Vanda

  • La specie viene scritta in corsivo e interamente in minuscolo

es:    coerulea

  • Il nome di chi l'ha scoperta o di chi l'ha descritta in modo completo e l'anno vengono aggiunti di seguito

es:    Griff 1847

Avremo così :  Vanda cerulea Griff 1847

 

IBRIDI

 La facilità con la quale le orchidee si possono incrociare ha portato l'uomo a creare migliaia di ibridi che sono a loro volta stati incrociati con specie botaniche o altri ibridi creando così discendenze quasi incalcolabili.

Sia che l’ibrido sia stato ottenuto incrociando piante dello stesso genere sia tra generi diversi ( ibrido intergenerico ) si dovrà scegliere un nome per la nuova specie.

Nel primo caso (ibrido tra due orchidee appartenenti allo stesso genere es: Cattleya) il nome del genere rimarrà inalterato mentre il creatore dell' incrocio potrà scegliere il nome da dare all'nuovo ibrido.

es. Cattleya interglossa (C. amethystoglossa x C. intermedia)

Nel secondo caso,un ibrido tra generi diversi (ibrido intergenerico es. Schomburgkia tibicinis x Cattleya intermedia) sia il nome del genere che della nuova specie creata potrà essere inventato. ( In questo caso anche il nome della specie viene indicato con la lettera maiuscola).

es. Schombocattleya Bordighera

L’uomo non è il solo ad aver creato nuove orchidee tramite l’ibridazione, esistono infatti ibridi spontanei, detti ibridi naturali: il più delle volte si tratta di ibridi all' interno dello stesso genere (es. Cattleya x guatemelensis = C.aurantiaca x C. skinneri). Può capitare però che si  creino anche ibridi naturali intergenerici (es. Laeliocattleya x elegans  =  Laelia purpurata var. sanguinea  x  Cattleya leopoldii purpurea).

In questo caso il nome del genere viene mantenuto uguale a quello dei genitori, se si  tratta di un ibrido tra piante dello stesso genere; diversamente se ne utilizza uno creato attraverso i nomi dei generi che hanno dato vita all’ibrido  

(es. Cattleya x Laelia =  Laeliocattleya)

Per indicare un ibrido naturale in modo da non confonderlo con uno artificiale (od una specie) si appone una “x”  tra il genere e la specie.

 

CLASSIFICAZIONE MORFOLOGICA

In base alla struttura della pianta:

 

Monopodiali

Le piante monopodiali sono provviste di un solo fusto che si sviluppa in altezza (es. Angraecum, Phalaenopsis); sono prive di pseudobulbi e le loro foglie sono disposte su due file. Le infiorescenze nascono sempre lateralmente, dalle ascelle che si formano tra foglia e fusto.

 

Simpodiali

Le piante simpodiali sono provviste di un fusto strisciante chiamato rizoma, un organo di riserva dal quale si sviluppano i fusti; queste piante sono provviste di pseudobulbi.

 

Le foglie possono essere:

  • apicali: (es. Cattleya ) in questo caso la foglia spunta sulla sommità dello pseudobulbo.

  • disposte lungo il fusto: (es. Epidendrum )

  •  basali: (es. Bletilla ) le foglie si originano dal cespo.

Le infiorescenze possono essere laterali (es. Miltonia ) o apicali (es. Cattleya ).

 

In base all' ambiente dove si sviluppano

 

Terrestri

Le orchidee terrestri sono fornite di normali radici affondate nel terreno da cui traggono il nutrimento ( alcuni Cymbidium, Ophrys, Orchis, e altre orchidee spontanee europee, Cypripedium, Paphiopedilum, Phragmipedium, Bletilla, Pleione, etc.. )

Epifite o Litofite

Si tratta di orchidee che hanno fatto dei rami degli alberi il loro habitat (epifite) utilizzandoli come supporto senza però parassitari. Altre hanno scelto le rocce che grazie ai muschi e lichene che vi crescono sopra diventano una buona superficie per vegetare. Queste piante traggono il nutrimento dalle piogge e dai resti organici in decomposizione, come escrementi di animali, o parti morte della pianta stessa che le ospita. (es. Cattleya, Epidendrum, Laelia, Vanda, Dendrobium, Stanhopea, Coelogyne, alcuni Cymbidium,Phalaenopsis, etc..)