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In questa pagina vengono descritti i materiali più frequentemente utilizzati nella coltivazione della maggior parte delle piante tropicali, proprio perché, come già detto nella pagina introduttiva, è praticamente impossibile dare delle indicazioni generali, vista la grandissima diversità e distribuzione di queste piante. Terriccio universale: se ne trovano di molti tipi, i migliori sono quelli professionali, che possono cambiare per composizione e/o per ‘granulometria’, passando per terricci molto fini utilizzati per le semine fino a quelli composti da materiali in pezzi di dimensioni più o meno grandi, impiegati per vasi molto grandi o per altre particolari esigenze. Molte volte la miscela di un terriccio fibroso e grossolano e uno più fine può risultare un buon compromesso per le nostre piante.
Torba acida di sfagno: si tratta di terriccio prodotto dalla decomposizione delle radici dello sfagno, un particolare tipo di muschio. Questo substrato ha una colorazione molto più chiara rispetto al terriccio universale, poiché durante la lavorazione non subisce processi di congelamento; ha un pH molto basso, di norma intorno a 3.5, e viene utilizzato puro per le piante con tendenza acidofila (come gardenie, camelie, piante carnivore ed altre) oppure miscelato con altri terricci per aumentarne l’acidità.
Terra da giardino: è la terra che si trova nei nostri orti e giardini; viene utilizzata miscelata per piante che richiedono terricci pesanti (come grandi arbusti o alberi) e con buona percentuale di argilla, che trattiene acqua e nutrienti.
Perlite: simile per aspetto al polistirolo è in realtà roccia vulcanica cotta ad altissime temperature. Queste ‘palline’ hanno la capacità di arieggiare il terreno e, allo stesso tempo, trattenere un po’ di acqua che verrà ceduta lentamente. Il suo utilizzo come materiale drenante ed arieggiante rende il terriccio più soffice.
Lapillo: pietra di origine vulcanica utilizzata come drenante. Ha la proprietà di trattenere piccole quantità di acqua e di rilasciare minerali al terreno. Ideale per piante dalle esigenze particolari o provenienti da aree semidesertiche.
Concime organico: letame, stallatico o altri prodotti simili, sono il concime ideale per la fertilizzazione di fondo di molte tropicali. Essi hanno un apporto di nutrienti elevato, in special modo di sostanza organica, che è ottima per le piante poichè è in grado fin da subito di venire assimilata. Si devono utilizzare con parsimonia (tranne in alcuni casi) per il loro elevato tenore di azoto. Nelle coltivazioni amatoriali e a livello casalingo è sconsigliata vivamente la pollina, poichè la percentuale di azoto che essa posside (circa il 70%) è elevata al punto tale da inibire la fioritura.
Fertilizzanti salini: sono formulati salini che vanno disciolti in acqua. I formulati in commercio sono moltissimi, dai classici N-P-K 20-20-20 ai 8-16-24 per la fioritura, a quelli più disparati dedicati ad un solo tipo di pianta. Si utilizzano in concentrazioni variabili tra 0.5 e 2.0 grammi per litro d’acqua e si somministrano ogni 7-30 giorni a seconda del fabbisogno della pianta.
Fertilizzanti a lenta cessione: come per i concimi salini anche per quelli granulari a lenta cessione le formulazioni sono le più disparate. Questo tipo di prodotto va cosparso sulla superficie dei vasi o, meglio ancora, interrato leggermente attenendosi alle dose prescritte sulle confezioni. Hanno il vantaggio di rilasciare il nutrimento in maniera lenta e controllata. Ideali per chi non vuole perdere troppo tempo! |
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